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Roma caput cocktail

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La Capitale della mixology


Parafrasando la storica locuzione che indica Roma capo del Mondo, vogliamo sottolineare come la Capitale sia sorprendentemente all’avanguardia nel mondo della mixology contemporanea e non.
Dopotutto sono i romani che, insieme ai greci, hanno dato vita al simposio, il momento dove si beveva e si condivideva il tempo, potremmo dire una versione antichissima del nostro aperitivo e dopo cena.
Sicuramente un momento conviviale dove tutto parte e tutto torna da un tumbler, da una coppa, da una flûte o da un calice. Grazie a grandi professionisti che con gli spirit sanno creare alchimie inconsuete per far riassaporare gusti classici ma anche aprire a nuovi percorsi gustativi, sensoriali ed estetici. Perché anche il cocktail vuole la sua presentazione.

 

Elegante il nome, elegante l’ambiente, elegante il suo esprit. Yugo è il fusion bar che sa sedurre tutti coloro che vogliono varcare il confine della tradizione food & beverage della Capitale.
Ogni dettaglio è curato, dall’arredo alla mise en place. E in mezzo? Il vero concetto di fusione. Tra sapori orientali e autoctoni, tra cultura ed estetica, tra più latitudini e longitudini. Qua si accompagna il cliente a scoprire come un cocktail può esaltare un piatto tanto quanto il classico calice di vino. Un concetto non ancora radicato nelle abitudini culinarie italiane.
Il cocktail, invece, vale prima, durante e dopo il pasto. Ecco perché Yugo fa immediatamente pensare al viaggio, assolutamente ben espresso sia in cucina che al bar.

Da chi nasce questo “azzardo” nel vasto panorama dell’ospitalità romana? Da un gruppo di persone che hanno messo a disposizione le diverse esperienze nel settore, come ci racconta Marco Reali, restaurant manager di Yugo.
Qualità e ricerca sono alla base. Uno dei soci è Anthony Genovese, 2 Stelle Michelin, che supervisiona la cucina insieme allo Chef Andrea Massari. Rivisitazioni di carne, pesce e verdure che accompagnano in modo sorprendente cocktail straordinari creati dal bar manager Riccardo Speranza.
Genovese e Massari sfidano una certa sedentarietà del palato. Se una quaglia tandoori accompagnata da una chutney di pomodoro e pak choy può far sgranare gli occhi, ogni difesa si arrende all’assaggio dei rolls di uramaki con gamberi rossi e ciliegie o della crema d’uovo, anguilla affumicata e spinaci rossi.
Il menù della cena è ricco, suddiviso per macro temi che aiutano non poco nella scelta: crudo, rolls, dim, piastra, fuoco, wok, zuppe e dolci.

L’arte vi aspetta. Quando il piatto viene servito. Il linguaggio visivo fa parte del bagaglio espressivo di Yugo. Ogni ingrediente narra la sua bellezza attraverso gli abbinamenti con i complementi e le cromie. Di nuovo quella sensazione di viaggio.
Stessa cura e creatività nei cocktail di Riccardo Speranza. L’audacia di abbinare un bitter al sedano insieme al Prosecco e al Pimm’s per il drink “Yugo” mette in moto quella voglia di sperimentazione che può far approdare a sapori paradossalmente lontani ma concretamente molto ben assortiti. Come il “Between The Almost” con Diplomatico Reserva Esclusiva, Plantation 3 Stars, Amaretto Disaronno, Umeshu, Sciroppo di Vaniglia e Pimento, Limone, Purea di Guava e Ananas. O il “Willy Wonka” che si avventura tra Arrangé Rum, Sciroppo di Cioccolato speziato, Pasta di Sesamo Nero, Sciroppo di Zucchero e uovo.
La drink list è assolutamente affascinante così come i minuziosi decori con i quali vengono serviti i cocktail. Tra tutti un poetico filo di petali di rosa edibili misteriosamente applicati all’esterno del bicchiere. Arte nel diametro di un calice o di un tumbler. Estasi estetica e gustativa. Durante l’aperitivo i cocktail sono accompagnati da una selezione di 3 appetizer sempre nel contesto fusion di Yugo.

Da dove si parte per questo viaggio con Yugo? Da Largo Angelicum nel Rione Monti, dove a pochi passi si può ammirare un affascinante panorama su Piazza Venezia.
E per l’estate 2017 Yugo replica con la Terrazza San Pancrazio nel quartiere Trastevere: raw bar e sushi sempre accompagnati da una drink list straordinaria.

Riccardo speranza
Yugo Fusion Bar
Yugo - Marco Reali
Yugo Fusion Bar
 

Vicolo Cellini. Un vicolo stretto, fatto di sanpietrini, nessun segno particolare, nessuno visibile a colpo d’occhio. Ma di fatto un segno c’è.
È una porta nera con una civetta dorata e accanto un citofono. Ma non è ancora abbastanza. Bisogna suonare e pronunciare la parola d’ordine. Se è corretta allora si apre un mondo, quello del The Jerry Thomas Speakeasy, quello di un club privato che ha fatto da precursore a tutti gli speakeasy venuti poi - di moda - in molte città italiane.
Ma loro, il team del Jerry Thomas Project, lo spirito, l’atmosfera, le poche ma chiarissime regole e i contenuti degli speakeasy nati nell’America del Proibizionismo durante i ruggenti anni ’20, li hanno portati in Italia già nel 2009.

Il 2009, infatti, è l’anno in cui nasce The Jerry Thomas Speakeasy per mano di Antonio Parlapiano, Roberto Artusio, Leonardo Leuci e successivamente anche Alessandro Procoli. Viene anche contattato lo slovacco Stanislav Vadrna, icona del settore.
Per caso arriva anche il luogo: un locale in vendita sito in quel Vicolo Cellini. Inizialmente pensato come location dopo-lavoro dei bartender della Capitale, a un anno dall’apertura accoglie anche tutti coloro che cercano la qualità e possiedono un’anima naturalmente predisposta alla scoperta. Tutti hanno finalmente il luogo ideale per bere bene, per entrare in quella che a noi di Cookingmagz pare una vera macchina del tempo. Per spostarsi nel passato ma anche nel futuro.

Superato un pesante drappo di velluto, “tutto il resto è e resta fuori”. Dentro le lampadine vintage non arrivano a 40 watt ma quell’atmosfera soffusa e segreta è data anche da divani Chesterfield, da un pianoforte e dalle vetrine piene di spirit da collezione.
Si susseguono anche straordinarie immagini iconiche dove non mancano locandine originali de “Il Padrino”. Si arriva al bancone, prodigiosamente ricco di bottiglie, ampolle, barattoli di vetro, svariati ingredienti e la squadra dei magnifici bartender capitanata da Riccardo Marinelli, bar manager. Sono loro che si muovono con una gestualità armoniosa dedicata ad ogni singolo cocktail.
Sono loro che ironicamente indossano il nuovo outfit per la stagione fatto di camicie in stile hawaiano, dove solitamente bombetta, coppola e gilet fanno da leit motiv.

La danza inizia con la drink list: formidabile. Per criterio di presentazione e illustrazioni. Questa macchina del tempo si aziona proprio così. Qua al Jerry Thomas Speakeasy va in scena la miscelazione classica del 1800/1900. E rivisitazioni che fanno innovazione.
Vermouth e Bitter – quelli del Professore, prodotto dal Jerry Thomas in collaborazione con la Distilleria Quaglia – Gin, Whisky e Rum sono le basi. 1.300 diverse etichette. Nessuna traccia di Vodka, d’altronde nel 1920 non esisteva, ci sottolineano.
La coerenza c’è. Anche per la scelta qualitativa di ingredienti come le spezie, gli sciroppi home made e la frutta fresca. Il turnover della drink list è di due mesi e mezzo. Più un menù speciale per le feste. I nomi dei drink? La classicità di un Negroni deve convivere con l’ironia di un “08:45” ma anche con “Maddalena” in omaggio all’Arcipelago sardo, arriva poi il fiabesco “Bianconiglio”.
Non manca il romantico e struggente “Amortheraphy” o un selvaggio “Crocodile”. Ma il segreto del Jerry Thomas Speakeasy? Oltre alla parola chiave… è il ghiaccio! È l’ingrediente più importante per la riuscita di ogni cocktail.

Aggiungo anche la professionalità di tutto il team che da 7 anni promuove e fa cultura nel mondo del beverage e dell’ospitalità non solo a Roma ma anche nel resto del mondo. D’altronde se tra le regole di questo luogo divino c’è quella che dice “Il Bartender ha sempre ragione, la sua parola è legge” un motivo c’è.
E se negli orari di apertura la citazione è “dalle 22.00 in poi” vale la pena provare. Dal The Jerry Thomas Speakeasy, infatti, è difficile andare via.

The Jerry Thomas Speakeasy
The Jerry Thomas Speakeasy
Cocktail -The Jerry Thomas Speakeasy
I bartender: Alessandro Procoli, Roberto Artusio, Antonio Parlapiano e Leonardo Leuci
 
Roma da bere:
Yugo Fusion Bar
Largo Angelicum, 2 - 00184 Roma
Tel. +39 06 6794549
yugofusionbar.com
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Instagram

The Jerry Thomas Speakeasy
Vicolo Cellini, 30 – 00186 Roma
Tel. +39 370 1146287
thejerrythomasproject.it
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Instagram


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