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Roma e la colazione

Il Caseificio di Paglia
Il Caseificio di Paglia
28 settembre 2017
Grezzo •raw chocolate•
Grezzo •raw chocolate•
30 agosto 2017

Roma, il buongiorno si vede dalla colazione!


Siamo a Roma dove tra monumenti, arte e storia c’è anche una pietra miliare che ha sfidato Hollywood: Cinecittà e molti altri Studios della Capitale. Perché questa premessa? Perché metri e metri di pellicole cinematografiche hanno cristallizzato il cibo in quelle che oramai sono considerate scene cult.
Da Aldo Fabrizi e Alberto Sordi, passando per Totò, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi e Marcello Mastroianni, per citarne alcuni. Raramente però queste scene si rivolgono al momento più dolce della giornata: la colazione. O al più attuale e internazionale Brunch.
Eccezione la fa Nanni Moretti e la sua memorabile spalmata di crema alle nocciole. Abbiamo però scoperto che a Roma la colazione, per tutti i gusti e per tutte le età, è invece cosa seria e che i luoghi che abbiamo selezionato, così diversi tra loro, hanno un denominatore comune. Sono nati dalla creatività e da un forte spirito d’iniziativa tutto al femminile.

 

Lo scenario è un landscape infinito su Roma. Siamo nel parco pubblico più grande della Capitale, quello di Villa Pamphili. Camminando un po’ si arriva a quello che una volta era un fienile e oggi un Bistrot: Vivi Bistrot da 9 anni è un piacevolissimo ritrovo gourmet nel cuore di questo polmone verde voluto da Daniela Gazzini e Cristina Cattaneo, le artefici.
Una location da vivere secondo stagione, secondo giornata e secondo il momento da mattina a sera e che vanta anche altri indirizzi, 3 precisamente. Da un meltin’ pot di esperienze precedenti nel mondo del cinema ma anche di vita all’estero, Daniela e Cristina disegnano man mano il profilo e il carattere di questo luogo che vuol essere per tutti, per donne, per famiglie, per bambini, per amici, per fidanzati, e poi diremo perché specifichiamo fidanzati.
Qua si è scelto il biologico, quello vero. E quando non è possibile accedere all’ingrediente realmente biologico è comunque la qualità il criterium. Il KM Zero ha la corsia preferenziale così come la scelta di fornirsi da agricoltori fidati a beneficio di tutta la filiera.

La colazione al Vivi Bistrot ha il potere di indirizzare la giornata sulla strada della positività e del benessere, così come il brunch, la cena o i celebri pic nic ideati e firmati Vivi Bistrot. Il meteo, si sa, aiuta molto a vivere Roma in esterno giorno e notte, ecco perchè il Vivi Bistrot è circondato esternamente da una serie di tavolini e sedute in ferro sistemati sotto un pergolato verde, l’interno è ampissimo, complice il soffitto molto alto. Il bancone centrale è sovrastato da cestini di vimini e tutto l’arredo riporta ad un contesto piacevolmente bucolico e lontano da ogni frenesia. Fasci di erbe e fiori di campo, aromatiche, drappi di tessuti naturali. Tutto riconduce a scenari dove la vita ha un sapore meno caotico e molto gioioso.
Il biologico e la qualità segnano le proposte del menù che viene rinnovato ogni 3 mesi. Il Juice Bar è un ventaglio di smoothie, centrifughe e booster naturalissimi e fantasiosi. Il Salad Bar offre il vero gusto di frutta e verdura di stagione per piatti freschi o ricettati. Anche la pasticceria non è da meno con pancake, tarte tatin, muffin e cookie artigianali. Oltre a tantissime torte. Ampissima la selezione di infusi e tè firmati Mariage Frères che accompagnano piatti dolci o salati.
Incuriosisce il Brunch Vizioso Bio che onora la tradizione originale del brunch ma con una personalizzazione in perfetto stile Vivi. E quello che comunemente viene definito take away, al Vivi Bistrot è speciale. Basta dare un occhio alla carta dedicata e dal titolo assolutamente accattivante: menù da gustare sul prato. Tante le proposte e gli abbinamenti con anche selezioni a tema. E il servizio è inappuntabile e coerente con il rispetto verso la natura: il packaging, infatti, è biodegradabile.

Ma come accennato prima ciò che ha colpito la nostra attenzione è la parte Pic Nic. Vivi Bistrot è anche catering, la location ha ispirato, l’idea è semplice ma non per tutti è così lampante pensare di proporre un servizio pic nic. Daniela e Cristina, invece, questa idea l’hanno percepita e messa in pratica.
Nasce vivipicnic.com dove poter scegliere e ordinare tra 4 diversi menù, il servizio personalizzato e il luogo. E qua non poteva passare inosservato il pic-nic dedicato al fidanzamento. Chi può rifiutare una proposta di matrimonio fatta sopra una coperta di lino, un’apparecchiatura curata nei dettagli, flûtes di cristallo, macchina fotografica e un paesaggio mozzafiato?
Sorprende ancora un’iniziativa che ha toccato il traguardo del terzo anno: ancora per pochi giorni, fino al 10 settembre, la location Vivi Bistrot di Villa Pamphili offre corsi gratuiti di Yoga con insegnanti qualificati che cambiano ogni due settimane. Ecco perché si chiama Vivi, perché la qualità della vita sale vertiginosamente anche solo per il tempo di una centrifuga o di un Matsyasana, la posizione yoga del pesce.

Vivi Bistrot
Vivi Bistrot
Vivi Bistrot
Vivi Bistrot
 

Audacia, coraggio e un pizzico di sana, caramellata, incoscienza. Sono questi gli ingredienti di Nero Vaniglia. Sono quelli che ha selezionato Giorgia Grillo, nata professionalmente come programmatore informatico ma che poi il destino e la passione hanno portato su una strada più ricca di zucchero, fantasia e colore.
Siamo alla Garbatella, una borgata datata 1918 e oggi rione popolare di grande fascino, anche architettonico e con spiragli culturali inaspettati. Scelto da Giorgia perché è il rione del papà, quindi un luogo di forti legami familiari. Prima era una classica vecchia pasticceria. Oggi Nero Vaniglia è un fermento di idee e un ventaglio di proposte dolciarie per tutti i gusti e per ogni stagione.

Giorgia è mamma e imprenditrice che in primis ha sfidato sé stessa iniziando a fare corsi di cucina, anche al Gambero Rosso e poi, a seguire, un percorso dall’approccio molto scientifico e riconoscibilissimo del pasticciere Marco Rinella.
Fa pratica in diversi laboratori, uno tra tutti Cristalli di Zucchero, fino a quando un anno e mezzo fa decide di fare il grande passo. Apre i battenti di Nero Vaniglia, segue personalmente l’interior del negozio che vuole luminoso, lineare ma al contempo accogliente come una bottega, con un grande bancone vetrina, dei piccoli tavoli d’appoggio e soprattutto il laboratorio a vista.
Perché così si valorizza il rapporto con il cliente e si segue la coerenza verso quelli che insieme a lei praticano sul campo l’arte della pasticceria, ogni giorno tranne il lunedì. Profumi che solo materie prime di qualità riescono a sprigionare, caleidoscopi cromatici che invitano all’assaggio, semplicità e ricerca fanno da trama a questo luogo dove il dolce è un peccato di gola sulla strada dell’indulgenza. Da Nero Vaniglia la felicità prende la forma di mousse e di semifreddi a cristalli, tagliati a mano dentro grandi teglie, di una pregevole pasticceria mignon e di torte, di lievitati che accompagnano la giornata sin dal caffè mattutino ma che poi sfilano in diverse forme e abbinamenti in occasione delle classiche ricorrenze. Per esempio il Natale con il Panettone, e non si direbbe visto che siamo a Roma, quartiere Garbatella, ma per Giorgia è cosa seria, che alterna tra il classico con uvetta e canditi e il “non convenzionale”, come ci racconta lei stessa.

Intanto il focus parte dalla lievitazione, processo che Giorgia segue scientificamente così come ha appreso durante i suoi corsi: lievito madre fatto da lei stessa e differenziato per i mignon e i grandi lievitati, curato come un neonato. Infatti, durante l’intervista veniamo interrotte da una sveglia, quella che ciclicamente avverte Giorgia del momento cruciale in cui il lievito va rinfrescato.
Il Panettone “non convenzionale” è per i forti di cuore e di palato: ci sono abbinamenti come quello con pere e pecorino dove è stato fondamentale calcolare al milligrammo il rapporto dello zucchero che sarebbe andato ad abbinarsi al formaggio.
Questo è un esempio di come da Nero Vaniglia si fa tradizione sì ma anche sperimentazione; si accompagna il cliente a testare nuovi gusti dove un tocco salato può amalgamarsi ed esaltare un dolce. Dove le fave di Tonka dentro lo zabaione possono sfidare prima e affascinare poi anche i più scettici. In questo senso c’è un piccolo cliente che ha colto perfettamente l’esprit di questa pasticceria: è un bimbo che davanti alle carapine di gelato, anch’esso rigorosamente artigianale, non sceglie mai i classici, lui punta a gusti come l’esotico Guava o la vera arancia Sanguinella. Un vero avventuriero della pasticcieria così come lo è Giorgia. Dopotutto senza questo spirito ed entusiasmo non si potrebbero dedicare 10-12 ore di lavoro quotidiano nel laboratorio. Mentre saluto Giorgia penso… chissà che merende straordinarie assaggiano i suoi bambini! Nero Vaniglia val bene un tour alla Garbatella.

Nero Vaniglia
Nero Vaniglia - Briosce
Nero Vaniglia - Giorgia Grillo
Nero Vaniglia - Torte e semifreddi
 

Chi l’avrebbe detto che Roma, quanto meno un pezzo centralissimo di Roma, potesse essere conquistato da due donne? Da due giovani donne inglesi precisamente. Siamo nel 1893, ancora gli scenari bellici della prima e seconda guerra mondiale non erano ipotizzabili. Neanche una conquista da parte di quell’affascinante nobiltà inglese che, invece, arrivò a Roma portando con sé 100 sterline.
Stiamo parlando di Isabel Cargill e Anna Maria Babington e dei loro risparmi che decisero di investire aprendo una sala da Tè e di lettura per la comunità anglosassone della Capitale italiana. Giovani donne, audaci e intuitive che sfruttarono la cultura tipicamente anglosassone legata a questa bevanda per proporla e integrarla lontano dai confini natali.

La prima location della Sala da Tè Babingtons fu in Via Dei Due Macelli ma un anno dopo venne spostata in quella che vediamo anche oggi: accanto all’incantevole scalinata di Piazza di Spagna. Come ci racconta oggi la quarta generazione discendente da Isabel Babington, a fine ‘800 il Tè era sconosciuto in Italia e si beveva solo in farmacia.
Di fatto questo infuso dalle tante declinazioni e con regole e rituali precisi per la sua degustazione, ebbe, in terra romana, un successo incredibile. Inizialmente accompagnato con gli scones, tanto amati dalla Regina Vittoria, e dalle uova, negli anni ’50 arrivò la prima miscela studiata per Babingtons e nei due decenni successivi, complice le numerose richieste dei clienti dell’epoca, epoca di Dolce Vita, arrivarono anche i piatti salati.
Attualmente Babingtons conserva tutta la tradizione che di fatto gli permise di superare le difficoltà dei passati scenari storici e anche degli attuali stili di consumo molto fast e poco affini a quella piacevole lentezza che il rituale del tè esige. Certo Babingtons si è evoluto ma rimanendo fedele all’impronta originaria data da Isabel e Anna Maria. Ancora oggi il tè non viene servito con il limone!

Dopo 124 anni dalla sua nascita, Babingtons oggi è Sala da Tè, Ristorante e Shop. Si affianca anche l’e-commerce per rendere accessibile a tutti la degustazione di numerose varietà di tè internazionali, di 30 miscele Babingtons, della nuova linea dei 7 Tè di Roma, di tisane wellness e molto altro ancora. Tutto rigorosamente tracciabile e di qualità. Alcune linee sono realizzate con ingredienti naturali al 100%. Si possono acquistare anche complementi e porcellane per la tavola e la casa per rivivere sempre lo stile unico di questa location che, come noi stessi abbiamo visto, è suggestivo e affascinante.
Che sia Tea Time, merenda, lunch o brunch la qualità e varietà dei piatti è eccellente, dai dolci come muffin e cake agli hamburger passando per un salmone di prima scelta fino alla selezione del burro. Il menù segue la stagione, con proposte più ricche in inverno e più light d’estate. La selezione viene sempre curata dai titolari Chiara e Rory. Non manca l’innovazione legata al tè, utilizzato ricettandolo in alcuni piatti dolci e salati ma anche come ingrediente fuori dai confini di una tazza, quindi nei cocktail e nelle bevande energetiche.

La matrice anglosassone si evince dallo stile del servizio, dagli arredi originali, impossibile non chiedere un tavolino accanto al camino, e dalle livree del personale. Un’epoca vittoriana proiettata nel futuro che vuole portare Babingtons all’estero. Anche perché questa “insegna” da sempre fa cultura nel mondo del tè, per esempio attraverso corsi e degustazioni dove si possono scoprire come le diverse miscele possono essere formidabili bevande per accompagnare i pasti.
Questo l’ha capito molti anni fa anche Mascherino, un tenero gatto randagio che nel periodo del secondo conflitto mondiale aveva scelto il Babingtons come suo luogo per la colazione. Ogni mattina, infatti, si faceva trovare davanti alla saracinesca per iniziare la giornata con una vera english breakfast. Ecco perché oggi Babingtons lo ha voluto come suo simbolo. Isabel e Anna Maria avrebbero sicuramente apprezzato la scelta.

Babingtons Tea Room
Babingtons Tea Room
Rory Bruce e Chiara Bedini - Babingtons
Babingtons Tea Room - Buffet
 
Roma e la colazione:
Vivi Bistrot Villa Pamphili
Via Vitellia, 102 - 00152 Roma
Tel. +39 06 5827540
vivibistrot.com
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Nero Vaniglia
Circonvallazione Ostiense, 201 – 00154 Roma
Tel. +39 06 5780306
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Babingtons Tea Room
Piazza di Spagna, 23 – 00187 Roma
Tel. +39 06 6786027
babingtons.com
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