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Serena Oliva

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Un cucchiaino di stelle


Abbiamo incontrato Serena Oliva, architetto e food blogger di Milano, appassionata di fotografia e di cucina.
Adora le verdure, il cibo sano e i dolci, e ammette sorridendo che non ha velleità da chef né mai lo sarà, ma ama la cucina e ancora di più raccontarne gli ingredienti, le persone e le aziende.



 
Raccontaci di te…

Sono bipolare, non perché io sia pazza, ma perché ho un’anima foodie e una geek. Sono un Interaction Designer, mi piace studiare le relazioni tra l'uomo e le tecnologie e sono anche architetto, adoro disegnare e fotografare, e anche in cucina ogni piatto è un progetto (confesso di disegnare le bozze di alcuni prima di realizzarli).
L'idea di aprire un blog di cucina me l'ha suggerita Meryl Streep in ‘Julia&Julia', e il nome l’ha deciso un bambino di due anni (il mio).
‘Cucchiaio di stelle’ è nato proprio per caso, per trascrivere i mille foglie di carta che svolazzavano in cucina. Sono cresciuta con mia nonna Mafalda che trascriveva le ricette di Wilma De Angelis e ho pensato che a lei sarebbe piaciuto.
Con il tempo poi ho avuto l'enorme fortuna di trasformare la mia passione per il cibo in un vero lavoro.
Non mi prendo mai troppo sul serio e sono felice, perché non c'è nulla di più bello che lavorare divertendosi.

Ingrediente preferito?

Le verdure. Ne adoro forme e colori, e andare ad acquistarle alla mia azienda biologica preferita, che ormai conosce le mie manie e mi accoglie con frasi tipo ‘ti ho tenuto da parte questa zucca perché ha una forma bella da fotografare’ oppure ‘sono gli ultimi mandarini con le foglie: li ho nascosti perché sapevo che li avresti voluti tutti tu’.
Non amo i cibi troppo raffinati, non mangio carne, e vado alla ricerca di farine di grani antichi, semi di ogni tipo, alghe e cereali perché sono convinta che un’alimentazione sana sia la strada giusta da seguire per stare al meglio, con la testa e con il corpo, e per contribuire alla salvaguardia del nostro ambiente.

L’accessorio che non deve mai mancare nella tua cucina?

Il timer per tenere sotto controllo tutto, perché faccio sempre mille cose contemporaneamente e poi succede come qualche anno fa, in cui sono stata in grado di bruciare tre diverse moka in pochi mesi, manico compreso fuso sui fornelli. C’è sempre anche una macchina fotografica carica nella mia cucina, per immortalare ciò che sto facendo e raccontarlo su Instagram (dove mi trovi come @starsspoon).
Sono anche un’amante degli elettrodomestici e degli accessori, e quindi estrattore, frullatore, impastatrice e teglie di ogni forma e misura popolano la mia cucina per permettermi di cucinare anche quando il tempo a disposizione non è molto.

 
Da chi ti lasci ispirare?

I miei primi ricordi legati alla cucina provengono dalla mia infanzia, dalla casa con vista mare di mia nonna Flora, cuoca abilissima quanto modesta. Ricordo le grandi padelle nere con manico in cui friggeva qualsiasi cosa, supplì e pizzette in particolare me le ricordo perché non smettevo mai di mangiarle.
Anche il Pan di Spagna le riusciva con una facilità estrema, infatti lo chiamava il ‘presto fatto’ e me lo serviva a colazione con il latte, tagliato a cubetti al posto dei biscotti. Scrivendo di food mi capita spesso di accedere alle cucine di chef talentuosi, e ogni volta mi riscopro affascinata dalla loro bravura e infinitamente imbranata se paragonata a loro, ma torno a casa con il mio quaderno di appunti pieno di note perché adoro studiare e imparare sempre cose nuove.

Cena a sorpresa, cosa prepari?

Per fortuna essendo noi quattro in famiglia, raramente il frigorifero è vuoto. La dispensa poi è pronta per una guerra nucleare, perché non riesco a non comperare tutte le novità che trovo nei negozi per stiparle sugli scaffali. In quanto a bere sono preparatissima sulla birra, e anche una serata improvvisata con amici non resterebbe mai senza alcool. Io non mangio carne, quindi se volete farmi una sorpresa sappiate che sicuramente ci saranno tante verdure cucinate in un piatto di pasta, magari fatta a mano, se non arrivate proprio all’ultimo momento.

Sociale o asociale?

Molto sociale. Mi piace fare fotografie e raccontare eventi attraverso le immagini, che siano foto fatte con macchina e cavalletto studiate a tavolino o anche semplici istantanee fatte con il telefono per immortalare una situazione che mi piace condividere. Non sono un’amante dei selfie ( mi ci vorrebbe un corso intensivo!), ma preferisco fotografare i paesaggi, i miei bambini, o le aziende che si rivolgono a me per raccontare la loro storia. Ovviamente il food è onnipresente nelle mie foto e confesso la mania di immaginare come fotografarlo ancora prima di averlo cucinato, o di decidere cosa mangiare in funzione della foto che voglio fare. Ma non sono matta, è che mi disegnano così.

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