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Veronica Geraci

Una sincera passione per il mondo


Una donna che ha passato gran parte della sua vita viaggiando ed esplorando le diverse culture del mondo. Da qui derivano alcuni dei sapori della sua cucina che vanno a creare un melting pot unico, con arditi accostamenti di sapori, tecniche di cottura non sempre ortodosse, reinterpretazioni, senza dimenticare il recupero delle ricette della tradizione.



 
Raccontaci di te…

48 anni, finta piemontese anche se sovente vengo definita “integerrima sabauda”.
Nella vita di tutti i giorni mi occupo di informazione, mentre dedico buona parte del tempo libero ad alcune delle mie passioni: cibo, vino e viaggi.
Sono insegnante di cucina AICI (Associazione Insegnanti Cucina Italiana, ndr), tengo corsi di cucina a italiani e stranieri, faccio parte dell’associazione Donne del Vino, sono giornalista e mi occupo prevalentemente di top gastronomy e viaggi.
Sovente vengo definita una blogger, e forse un po’ lo sono...
Insomma, una persona, tante anime.

Ingrediente preferito?

Il limone, soprattutto la scorza, e cerco di inserirlo in tutti i miei piatti e ricette.
Ne adoro l’aromaticità, la versatilità, la capacità di dare carattere e vivacità a un piatto, ha una personalità definita ma non sovrastante, ed è presente nelle cucine di tutto il mondo. Quest’ultima caratteristica fa sì che io lo associ a ricordi belli e positivi, a una generale sensazione di benessere. E’ un po’ il fil rouge ( o jaune) della mia cucina, la mia firma.

L’accessorio che non deve mai mancare nella tua cucina?

La frusta, quella classica da pasticcere.
In realtà ho un bouquet di fruste, di tutte le misure, materiali e forme, forse un po’ troppe in realtà, ma non so resistere.
È uno strumento potente, determinato, con la frusta si fanno molte preparazioni, si fanno salse, si monta la panna, si mescolano ingredienti, non può essere sostituita, è uno degli strumenti base della gastronomia.

 
Da chi ti lasci ispirare?

Ho avuto la fortuna di girare il mondo, di assaggiare e conoscere molte cucine e culture.
Alcune hanno lasciato una impronta indelebile nei miei gusti e nel mio modo di insegnare.
La mia prima fonte di ispirazione sono le persone, indipendentemente che siano chef più o meno stellati o brave massaie, ma devono soprattutto “darmi” qualcosa. E da lì associo sapori, profumi, consistenze, percezioni. Guardo, immagino, compongo nella mia mente, assaporo con il cuore prima che con il palato, riesco quasi a sentirne il gusto. E le persone restano lì, indelebilmente impresse e indissolubilmente legate a quella preparazione.
Un piatto è il risultato di una commistione di cervello e cuore, di competenze ed emozioni, è una elaborazione interiore che si trasforma in qualcosa di unico e irripetibile, anche quando si tratta di una semplice pasta al sugo.

Cena a sorpresa, cosa prepari?

A seconda dei periodi, il mio frigo può essere stracolmo o desolatamente vuoto. Quando vivevo da sola era perennemente vuoto, e capitava spesso di avere a cena amici senza preavviso. E allora avevo ideato a un mini kit di emergenza per fare bella figura in massimo 20 minuti, una abitudine che continuo a mantenere. Pasta sfoglia già stesa (si conserva in freezer per diversi mesi), uno o due limoni, qualche scatoletta di tonno, un vasetto di acciughe sott’olio, un pacco di pasta, un barattolo di frutta sciroppata e qualche biscotto. E così con la pasta sfoglia si fanno in 10 minuti dei buonissimi salatini aromatizzati, poi una pasta tonno, acciughe e limone, e con la frutta sciroppata un velocissimo crumble fatto con i biscotti sbriciolati.

Sociale o asociale?

Sono sicuramente molto social, specialmente su Instagram e Twitter, i miei preferiti, anche se di recente anche Pinterest sta attirando molto la mia attenzione.
I social media sono una finestra su un mondo che in parte coincide con il reale, bisogna viverli con distacco, gestirli, non farsi sopraffare, osservandoli con sguardo attento, perché a volte anticipano cambiamenti e tendenze. Sono e resto una persona con i piedi per terra, ma credo che essere “asociale” sia un lusso che, in questo momento della mia vita, non mi posso proprio permettere.

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